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Bad Panda Rugby

Bad Panda Rugby

Siamo gli Old Rugby Monza, la Bad Panda, la squadra di rugby old-veterans di Monza.

Ormai è dentro il tunnel

articoli Posted on Thu, November 29, 2018 22:29:49

Io e il rugby

Salvo (mortacci )

Il dolore al costato ogni tanto si fa sentire, ma è la mia ferita e fa parte del personaggio .
Tra l’epico e lo sfigato.
Incrocio il mister mentre corro con Salvo , corriamo sempre un po’ prima che arrivino gli altri, tipo espiazione.
Mi chiede come va e io non riesco a dire benissimo, agito la mano per dire così così.
Il mister è una brava persona paziente, un fratello maggiore.
Prende me e Salvo e ci dice “oggi fate il pendolo, le basi del rugby’.
Conosco due pendoli quello che aveva mio nonno in casa che oscillava in
maniera tetra e quello di Foucault di Umberto Eco,un mattone
pesantissimo ( non fatemi pippe sulla bellezza del libro).
Quindi il pendolo di moumia ( il soprannome del mister) non poteva essere na passeggiata.
Mette me e Salvo un accanto all’altro e ci fa correre insieme, uno
insegue l’altro, bisogna passare la palla al compagno che arriva senza
che ti superi ( nel rugby i passaggi si fanno indietro)
All’ inizio non capiamo e corriamo corriamo corriamo .
Poi il fiato finisce e arranchiamo arranchiamo arranchiamo.
I ragazzi ci osservano e ci urlano di tutto …sembrano insulti ma sono suggerimenti , coloriti ma sono solo suggerimenti
Sono esausto , morto , in debito di ossigeno .
E adesso si va in campo, scusate nel fango … ogni scatto è una
imprecazione perché sembra che qualcuno ti trattenga per i piedi.
Proviamo a placcare i compagni che hanno dei materassi …io faccio solo il movimento per evitare dolore…
Tutti sanno che ho dolore .
Tutti
Vero Salvo?

Esercizio passaggio veloce con la palla a 5 centimetri di corsa .
Ecco Salvo decide di incassarmi la palla sullo sterno.
Cito tutti i suoi parenti e respiro a malapena.
Qualcuno si avvicina e mi fa “che c’è puffo?”
“Niente le costole”
“Vabbè ne hai almeno nove ancora”
Sono seduto in panchina e tutti mi dicono” vieni a giocare puffo”
Mi stanno chiamando ,nessuno mi ha mai chiamato per giocare nemmeno per telefono.
Mi rimonto la costa e parto …
Sono carico faccio una partita seria…finisco l’allenamento cazzo! ( ci vuole).
Faccio le mischie , rincorro non mi lancio , ma ci sono .
Sono vivo .
Proteggo Nano che non si ferma, neanche quando perde un dito…gli dico “fa male ?’
“Si “
“Tranquillo ne hai ancora nove”
Faccio anche battute .
Finisce la partita, adrenalina a palla, qualcuno è arrabbiato, io sono dolorante, respiro male.
Ci riuniamo lordi di fango.
Come sono belli, anzi come siamo belli oh!
Signori con i signori merde con le merde
E io penso a Salvo ( li mortacci)

morgante Francesco



Storia di un altro contagio

articoli Posted on Thu, November 29, 2018 13:42:23

Io e il rugby
Il ritorno

Nelle puntate precedenti:
fondamentalmente le ho prese, ho preso un virus intestinale, l’acqua
alta a Venezia, le cavallette, solo non si vedono i due leocorni.
Ma
stasera ritorno sul campo, determinato e con un’arma in più , la maglia
degli old black del centenario, direttamente dalla cina ( se la sfrego,
faccio scintille) spero nell’effetto placebo o in quello della DC
comics ( Batman non ha poteri, indossa il pigiama aderente e cacchio
nessuno lo ferma).
“Stasera si lavora sulla mischia”, ha scritto il mister sulla chat , ha citato tutti tranne me, anche Salvo.
Scrivo ci sono anch’io , tipo Calimero che saltella tra gli omoni con la manina alzata.
Sinti mi scrive” figa, ma tu sei troppo delicato”
E io:” se evitavi di farmi la fiancata la prima volta che giocavo…”
“È stato un gesto affettuoso il mio”
“la prossima volta prova con un mazzo di fiori”

Nel frattempo ho mandato un wa a mio fratello Bruno: ” Stasera mi
alleno per la mischia …Bru prepara il borsone con la colla così mi
rimonti..” fa sempre comodo avere un fratello che aggiusta le ossa,
sapevo che prima o poi mi sarebbe servito.
Mi preparo per
l’allenamento, lascio a casa bracciali, orologio, la fede, il senno,
l’ernia, il mal di testa e vado nel freddo e nel fango.
Sono passato dalla ceramica al rugby come dall’essere astemio all’essere alcolizzato, così senza passaggi intermedi.
Da una scena di Ghost ad una scena di Grey’s anatomy.
Si gioca, niente pista si corre con la palla nel fango…corro e mi diverto.
Si passa alla partitella, gioco.
Mi passano la palla la prendo in corsa cominc….niente nano mi placca in maniera perfetta …volo.
Vado, mi rialzo e combatto….
Così si fa..Mi incoraggiano.
Bello.
Altra azione mi passano la palla …mi scivola …porc…altra azione mi scivola…mannaggia.
La squadra avversaria prende palla, Parola scatta, é sulla mia
traiettoria cerco di placcarlo …ma niente nemmeno con il solletico,
per errore lo colpisci al volto…scusa Parola.
Allenamento finito…grande soddisfazione …manca ancora un pó ma ci metto la volontà.
In doccia Sinti mi fa ” Fra a Natale fatti regalare un paio di mano nuove, da rugby , che quelle che hai…fanno…”
Rido” vedo se le ha Decatlhon”

morgante francesco



Partirono in quindici, e non erano abbastanza

articoli Posted on Sun, October 07, 2018 19:40:39

Però è stato speciale.

Questo è quel che scrive Irene
I panda vanno a giocarsi la finale di campionato a Santa Maria Capua a Vetere.
All’ultimo
decido di andare anche se non giocherò (troppo rischioso) e potrò
tifare in silenzio (causa infiammazione alle corde vocali) ma voglio
esserci in un momento tanto importante per la squadra.
Siamo in pochi, c’è bisogno di tutti.
La
giornata comincia con due belle chiappe di un passeggero chinato al
check in, ma siamo ancora troppo assonnati per intonare “e se tu sei uno
di noi….”, e con due crocefissi consegnati a me e Kowalski da un
prete. Buon auspicio?
Il Prince, seduto in prima fila, guida bene
l’aereo e in un’oretta siamo a Napoli. Cus appena atterrati cambia
faccia e abito, sfoggia i pantaloni corti. È la prima volta che gli vedo
le gambe nude… Ma Napoli non è Milano mi dice. Sfogliatella riccia e
caffè per tutti.
Col pullman da 50 (siamo 16)arriviamo al campo in
grande anticipo, in pompa magna. Pranzo leggero e visita veloce dello
splendido anfiteatro romano.
Cielo grigio, comincia a piovere. E
comincia a salire la tensione. Siamo qui per divertirci ma siamo anche
qui per giocare e vincere
Torniamo al campo a piedi sotto la
pioggia. I ragazzi vanno a cambiarsi e io mi smazzo i documenti con
l’arbitro, raccolgo la borsa medica e quella valori.
Capitan Rovigo
ci chiama tutti negli spogliatoi, ci fa un discorso, senza nessun
espressione veneta e citando l’Enrico V, che mi emoziona, direi quasi mi
commuove. Per la prima volta. Dice che siamo pochi ma felici. Ed è
così.
Vedo la voglia di giocare, vincere e soprattutto vivere negli
occhi dei miei compagni. Un bagliore negli occhi. Sono, anzi siamo,
tutti combattenti in campo e fuori.
Nonostante gli anni, le cose da
fare, gli impegni, il lavoro, i fallimenti, i traguardi, mogli,
matrimoni, nascite, morti… Ancora la voglia di mettersi a giocare, si
rischiare, di mettersi in discussione. Non sentirsi arrivati e con la
voglia ancora di mostrare quel che si è. E pensare di poter ancora
evolvere e cambiare.
È questo che mi rende fiera di loro, prima
ancora di vederli scendere in campo. È questo che me li fa sentire i
miei fratelli. Basta questo. È tutto questo.
Consegna delle nuove
maglie, a ciascuna la sua con un numero personalizzato e con il nome di
battaglia. Sulla mia coincidono. 90. Che bella emozione! Per una volta
sono fiera di me. E per l’ennesima volta mi sento nel posto giusto.
Dopo la foto con le divise nuove si comincia.
2 partite di fila da più di mezz’ora in 15.
Un
pareggio con i laziali che saranno i campioni, e una sconfitta con i
toscani. Un po’ di nervosismo, tanti infortuni, tutto il cuore, il
fiato, l’energia e la voglia che abbiamo in corpo.
Bel rugby old da guardare.
Corro
avanti e indietro per il campo seguendo ogni azione, parlo, passo
acqua, metto cerotti e ghiaccio, filmo, recluto splendidi giocatori che
ci aiutano quando rimaniamo in 12. Perché il rugby è fratellanza anche
tra avversari.
Alla fine delle partite sono stanca anche io.
I miei Panda sono morti ma poche volte li ho visti così soddisfatti.
Si beve qualche birra, si mangia e via verso l’aeroporto.
In pullman vengono consegnati il premio Mani si Merda a Serpe Max, alla sua prima partita ufficiale e il Chuck Norris a Cris.
Arriviamo
in aeroporto si comprano sfogliatelle e burrate. In aereo si dorme e
arrivati a Milano ci si saluta. Stanchi ma quasi dispiace lasciarsi.
Dopo una giornata così si è più squadra, più amici e ancora più felici.

“Felici
noi, noi pochi, schiera di fra­telli; poiché chi oggi spargerà il suo
sangue con me sarà mio fratello, e per quanto bassa sia la sua
condizione questo giorno la nobi­literà: molti gentiluomini che dormono
ora nei loro letti in Inghilterra malediranno se stessi per non essere
stati qui oggi, e non parrà loro neanche di essere uomini quando
parleranno con chi avrà combattuto con noi il giorno di San Crispino.
Tutto è pronto, se lo sono anche i nostri cuori.”

E questo lo scrive Michelangelo

La
sottile linea che separa il coraggio dall’insensatezza si chiama follia.

Ma
noi pochi, ma felici, siamo coraggiosi, non folli.

Perché
ci vuole coraggio per giocare a rugby. Ce ne vuole per presentarsi in 15.

Ce
ne vuole per commuoversi mentre il Capitano ti consegna la Maglia

Poi
ne serve quando gli Avversari la buttano in rissa

Ne
hai, quando sei il Capitano, pigli un pugno e un giallo, ma resti un Signore

E
ne trovi altro, quando vedi i cambi degli altri e tu non ne hai

Ad
ogni placcaggio

Quando
giochi la tua Prima Partita Vera e giochi molto bene

Quando
giochi in mischia, sempre

Quando
ci giochi la prima volta

Quando
lasci con onore una costa in campo e dopo ci pigli anche una pallonata

Quando
dai molto di più di quello che hai portato con te

Quando,
in silenzio, fai tutto quello che c’è da fare. E un pezzo in più

Quando
urli e non hai voce

Lo
fai per te stesso, per i tuoi Fratelli, per la tua Maglia

Signori
grazie. Ieri mi avete reso una persona migliore. E, in questo periodo, ne ho
maledettamente bisogno

E direi che non c’è bisogno di aggiungere altro



Campionato Old Nord-Ovest 2017-1018 – And the winner is…

articoli Posted on Sun, May 20, 2018 19:23:40

Era praticamente certo, e con il forfait dell’ultim’ora degli Old Blacks e la conseguente vittoria a tavolino, gli Orcoldì -franchigia della bassa bergamasca-bresciana- si laureano CAMPIONI.
Ei Bad Panda? I Bad Panda hanno chiuso al secondo posto, vincendo contro i Thaka’Thani con il rotondo risultato di 7-2 (Kowalsky, Campari, 37, Chris, Chiquita, Rovigo, Rovigo).Da segnalare diversi rientri dentro e fuori dal campo.

Con questo match si chiude sostanzialmente la stagione agonistica, anche se in realtà ci rimangono due impegni per chiudere veramente: il triangolare al Curioni dai Red Dogs e il torneo di Ravenna. Quindi aspettate un attimo prima di indossare le infradito.



A Rovato i Bad Panda si svegliano tardi

articoli Posted on Sun, May 06, 2018 19:37:35

La partita valeva per la testa del Campionato ed era particolarmente sentita.
Lo spirito quello giusto e per una volta da tempo con un congruo numero di partecipanti, tanto che coach Mummia ha potuto disporre di tutte o quasi le frecce al suo arco.

Dopo il calcio di inizio ed il saluto a Rebecca, gli Orcoldì partono col piede pigiato sull’acceleratore e dopo neanche due minuti vanno in meta in prima fase da rimessa laterale. Troppo facile. E ancora poco dopo la franchigia bresciana-bergamasca sfrutta lo spazio al largo e la scivolata lenta per marcare ancora.
Ci pensa capitan Rovigo a ripartire da una ruck e volare in meta da metà campo per un primo tempo che finisce 2-1 ma che ha visto i padroni di casa dominare.
Nel secondo tempo la partita si scalda, ma grazie anche all’arbitro che ha sistemato tutto con autorevolezza, si gioca e si fa silenzio. Marcano ancora all’ala gli Orcoldì, ma i Bad Panda cominciano a sfruttare gli spazi concessi e controbattono con una bella azione dei tre quarti finalizzata ancora dal capitano.
Comincia la terza frazione e ancora gli Orcoldì vanno in meta bucando il primo placcaggio al largo. Ma sul 4-2 i Panda si svegliano e bucano in mezzo per la meta del 4-3. Ora i Panda ci credono, e rimangono nella metà campo avversaria, arrivando a tanto così dalla meta del pareggio che sfuma per un improvvido in avanti sull’ultimo passaggio. E ancora nell’ultimo minuto rubano palla ma poi la riperdono.
Peccato perché il pareggio era alla portata.

Usciamo tra gli applausi, orgogliosi di aver tenuto testa ad una squadra ben diversa da quella che ricordavamo ma con l’amaro in bocca; difendendo meglio la partita sarebbe girata diversamente. Gli Orcoldì a dire il vero ci hanno provato a farci passare l’amaro in bocca, con gli zuccherini sotto spirito, ma non è bastato.

E quindi, a meno di clamorose sorprese all’ultima giornata, questo campionato sarà appannaggio degli Orcoldì. Appuntamento a Monza sabato 19 maggio per l’ultima puntata.

Orcoldì – Bad Panda Old Monza 4-3 (Rovigo, Rovigo, Tàcc)



La Poderosa cala il poker sui Bad Panda

articoli Posted on Sun, April 15, 2018 17:21:59

E ogni tanto una bella ripassata è tutta salute.
In trasferta a Brescia, ospiti della Poderosa, i Bad Panda se ne sono tornati a casa con 4 pappine a zero (e potevano essere di più).
Niente da dire, partita mai in discussione, Bad Panda poco reattivi e poco lucidi, con un numero impressionante di palloni persi in avanti. Dal canto loro i bresciani sono una bella squadra e hanno fatto tutto quel che dovevano fare e lo hanno fatto bene (per inciso, quello che di solito sapremmo fare anche noi), ovvero concentrare la difesa e aprire nello spazio, mettere pressione, chiudere i canali e recuperare eventuali buchi.
Se qualcosa rimane dietro l’amarezza di non aver onorato il campo come si deve, rimarchiamo l’ottimo fair play in campo da parte di entrambe le squadre, gestito da un arbitro “casalingo” preciso e attento (e che, se vogliamo dirla tutta, nelle situazioni da 50 e 50 ha sempre favorito i Panda). Un piacere giocare con loro, speriamo di incrociarci ancora.
A finire, ricco terzo tempo e belle chiacchiere, con complimenti finali all’Under 16 di casa che ha vinto il girone e l’anno prossimo passerà in elite.



Giù le mani dai Briganti – Una Cassoeûla per Librino

articoli Posted on Sun, March 11, 2018 15:55:15


Doppia vittoria per i Bad Panda.
En passant, finalmente i Bad Panda vincono un torneo organizzato tra le mura di casa. Ben giocato, con testa, gambe e cuore. Bello.

Ma veniamo alla vittoria più importante, immagino che tutti sappiano cosa è successo ai Briganti. Librino chiama, Monza risponde. Il torneo per la raccolta fondi, partito come un’iniziativa improvvisata, è cresciuta sempre più e grazie all’adesione entusiastica delle squadre è diventato un torneo a 9 (tanto che la locandina è rimasta indietro). Squadre intere e frachigie formatesi per l’occasione hanno animato una gran bella giornata di rugby e sostegno. E poi il terzo tempo, con protagonista il robusto piatto lombardo che ha riscosso grande successo (qualcuno è arrivato anche al tris). Il sostanzioso incasso della cena, della vendita delle magliette e altre donazioni (anche chi non si è fermato ha voluto contribure) finirà tutto nelle casse dei Briganti per ricostruire la club house.
Un grosso grazie a tutti i giocatori, agli arbitri (nessun rimborso per l’occasione) e agli uomini e alle donne del club che hanno contribuito all’organizzazione.
Orgoglio Panda.
p.s. brianzoli e milanesi non si sono messi d’accordo su come si scrive producendo ben tre versioni



Bad Panda avanti tutta

articoli Posted on Mon, February 12, 2018 00:16:04

Terza di campionato 10.02.2018
Dopo la battaglia nel fango del turno precedente, non ci sembrava vero giocare su un campo solido, senza sabbie mobili. I Panda si presentano contati (un cambio per gli avanti, uno per i trequarti, stop) per via di impegni, infortuni, lungodegenze e viaggi transoceanici, ma alla fine il coach Mummia riesce a mettere in campo una formazione dignitosa e senza fuori ruolo. A supporto fuori campo Morgante e Aquilante (che non sono due paladini dell’Orlando Furioso).
La partita comincia in salita, tanto nervosismo da entrambe le parti, punizioni e palloni persi a strafare e la cavalleria sbuffa non potendosi esprimere.
Sul finire del tempo ci pensa capitan Rovigo a sfruttare una delle poche occasioni di gioco rotto per involarsi in meta.
Pazienza, ci vuole pazienza, dicono nell’intervallo coach e capitano.
E piano piano cominciamo a ingranare, si continuano a perdere palloni ma si avanza, con gli avversari che ci respingono al piede ma che non riescono a creare gioco grazie ad una difesa monzese molto aggressiva. Nel secondo tempo, non appena si creano occasioni da gioco rotto, la partita prende la giusta piega; ancora due volte capitan Rovigo e una volta Chris trovano un buco a metà campo e vanno a marcare. Prima della fine c’è tempo, finalmente, anche per una meta da manovra corale dei trequarti, finalizzata alla bandierina da Finanza.
Bella vittoria con bonus dunque, anche se si è sprecato tanto e ci abbiamo messo un po’ troppo a carburare.
Grazie ai Mosquitos per l’ospitalità e per il Terzo tempo che ci siamo goduti all’aperto grazie ad un sole quasi primaverile (mentre da Dublino arrivavano i risultati della partita di quell’altro torneo minore).

Mosquitos-Bad Panda Old Monza 0-5 (Rovigo, Rovigo, Rovigo, Chris, Finanza)



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